In Brianza, l’eccezionale ondata di caldo sta mettendo a dura prova non solo le aule della scuola Mantegna, ma anche il panorama politico arcorese. Il sindaco Maurizio Bono ha emanato un’ordinanza urgente per tutelare i più piccoli, a fronte di previsioni che vedono il termometro superare costantemente i 34 gradi e tassi di umidità elevati. L’ordinanza prevede un’adeguata riorganizzazione degli orari delle scuole dell’infanzia statali, mantenendo invariata l’attività delle strutture private e paritarie. Questa decisione ha suscitato critiche da parte del Partito Democratico arcorese, che ha denunciato «improvvisazione e difficoltà logistiche» per le famiglie, avvisate con troppo poco preavviso. Anche il centrodestra ha espresso malcontento, insieme all’immediata mobilitazione dei genitori.
Il provvedimento è scattato dopo un vertice tecnico straordinario, tenutosi sabato scorso, al quale hanno partecipato l’assessore Luca Travascio, la dirigente scolastica e il personale responsabile della sicurezza dell’istituto comprensivo. Durante l’incontro, sono state analizzate le temperature interne degli edifici e le segnalazioni di disagio dovute all’afa asfissiante.
Situazione critica alla scuola Mantegna
La maggiore criticità è stata riscontrata nella scuola dell’infanzia di viale Mantegna, dove l’esposizione al sole ha portato a temperature interne insostenibili per bambini e personale. Pertanto, l’utilizzo del plesso è stato sospeso da lunedì scorso fino alla fine del mese. Le attività educative non verranno interrotte, in quanto saranno trasferite temporaneamente nella scuola primaria Giovanni XXIII (in via Monginevro), che offre condizioni microclimatiche migliori e spazi adeguati.
Orari ridotti e misure di prevenzione
Il caldo intenso ha imposto una riorganizzazione che coinvolgerà tutte le scuole dell’infanzia statali di Arcore, inclusa quella di via Beretta. Da lunedì 22 a lunedì 29 giugno, le attività si fermeranno alle 13, mentre il 30 giugno, giorno di chiusura ufficiale dell’anno scolastico, le lezioni termineranno alle 12. Oltre alla modifica degli orari, il sindaco ha disposto misure di prevenzione, come il monitoraggio del benessere dei bambini e la disponibilità di acqua potabile, privilegiando spazi ombreggiati e ventilati e limitando le attività all’aperto nelle ore più calde.
Conflitti interni e reazioni politiche
L’ordinanza ha generato tensioni non solo nell’opposizione, ma anche all’interno della maggioranza. Diversi membri del centrodestra hanno criticato la decisione, esprimendo perplessità sul poco preavviso e sulla riduzione dell’orario scolastico. Anche il Partito Democratico ha attaccato duramente l’operato dell’amministrazione, sottolineando l’ironia di un post su Facebook che recitava: «Straordinaria scoperta del sindaco: a giugno fa caldo». I membri del partito hanno evidenziato come l’emergenza sia stata scoperta solo all’ultimo momento, criticando la retorica del trasferimento dei bambini come se fossero stati evacuati in una località fresca.
Proteste dei genitori e avvio del dialogo
Le famiglie arcoresi hanno sostenuto le critiche politiche, inviando una lettera ufficiale al sindaco Bono in cui contestano il tempismo dell’ordinanza e la gestione della situazione, considerata «cronica». Nella lettera si sottolinea l’insostenibilità delle alte temperature all’interno dei locali, chiedendo misure strutturali concrete per il futuro.
Gentile Sindaco, scriviamo la presente in nome e per conto dei genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia del nostro territorio, in seguito all’ordinanza n. 92 emanata in data 21 giugno 2026. Ci preme innanzitutto sottolineare che la situazione del caldo torrido all’interno dei locali dell’asilo è un dato oggettivo, insostenibile e, soprattutto, già segnalato da lunghi anni. Riteniamo assolutamente inammissibile che i bambini e il corpo docente siano costretti a trascorrere le loro giornate in ambienti in cui le temperature superano regolarmente i 35 °C ogni estate. Si tratta di una condizione che mette a rischio la salute dei più piccoli e dei lavoratori, una situazione che in altri contesti sarebbe senza dubbio da denuncia. Siamo certamente lieti che, finalmente, anche l’Amministrazione Comunale si sia accorta della gravità della situazione. Tuttavia, ci teniamo a mettere in chiaro un punto fondamentale: questa emergenza non ha nulla di eccezionale. Non si tratta di un evento imprevedibile, ma di una criticità cronica che si ripete puntualmente ogni anno all’arrivo della bella stagione. Proprio per questo motivo, la soluzione adottata con l’ordinanza n. 92 non ci appare affatto adeguata. Ridurre l’orario delle lezioni mira semplicemente a tamponare il problema per una settimana, anziché risolverlo alla radice. Inoltre, tale provvedimento mette gravemente in difficoltà le famiglie. Venire a conoscenza la domenica sera che l’orario della scuola dell’infanzia terminerà alle ore 13:00 a partire dal giorno successivo crea enormi disagi organizzativi e logistici per i genitori lavoratori. Oltre al danno, si aggiunge la beffa dell’interruzione di servizi essenziali e già regolarmente pagati dalle famiglie, come il servizio di doposcuola. Auspichiamo fermamente che una gestione così approssimativa e tardiva non si ripeta mai più. Chiediamo che il problema venga affrontato una volta per tutte e per tempo, programmando fin da subito interventi strutturali concreti, a partire dall’installazione di un adeguato impianto di raffreddamento e climatizzazione dei locali, affinché il prossimo anno scolastico possa iniziare in condizioni civili e sicure.
Restiamo in attesa di un riscontro urgente in merito alle soluzioni definitive che intenderete adottare.
I genitori della scuola dell’infanzia di Arcore
Incontro con i genitori e programmazione futura
Il sindaco Maurizio Bono ha risposto alle critiche incontrando i genitori in una call online, spiegando le motivazioni dietro l’ordinanza. Questo incontro ha avviato un dialogo costruttivo, con un nuovo tavolo di programmazione già previsto per discutere gli interventi necessari per migliorare la situazione climatica nelle scuole, con l’obiettivo di risolvere i problemi prima dell’inizio del prossimo anno scolastico.