Quella che doveva essere la serata di approvazione del bilancio consuntivo si è trasformata in un momento cruciale per la Giunta di centrodestra di Arcore, guidata dal sindaco Maurizio Bono. L’Esecutivo ha subito una sconfitta pesante, con l’Assise che ha voltato le spalle al primo cittadino in un clima di tensione palpabile.

Il risultato finale è chiaro: 8 voti favorevoli contro 9 contrari. La maggioranza ha ceduto sotto il peso di dissidi interni, aprendo la strada a una crisi che sembra ormai inevitabile.
Le divisioni interne e il passo indietro della Lega
Tra i fattori determinanti, i voti contrari di Fabio Varrecchia e Giovanni Timpano di Fratelli d’Italia, la cui opposizione era già conosciuta. Tuttavia, il colpo decisivo è arrivato dalla leghista Valeria Di Tullio, che ha ufficializzato una rottura attesa da tempo.

Di Tullio ha rassegnato le dimissioni da coordinatore cittadino del Carroccio, preannunciando il suo voto contrario al bilancio, un gesto che ha ufficializzato la fine di un rapporto già logoro con Bono.
Dettagli sul voto e il caos in aula
Il voto ha visto 9 contrari: 6 consiglieri di opposizione, oltre a Varrecchia, Timpano e Di Tullio. A favore si sono espressi 8 membri della maggioranza e il sindaco.
Dopo il voto, la situazione in Assise è degenerata. Simone Sgura, consigliere del Partito Democratico, ha subito presentato una mozione di sfiducia contro la Giunta, supportata da tutti i colleghi dell’opposizione.
La Presidente del Consiglio, Laura Besana, ha dovuto sospendere la seduta tre volte per tentare di ristabilire l’ordine, mentre i membri della maggioranza, visibilmente scossi, si consultavano nei corridoi.
Un pubblico curioso: l’ex assessore Tozzi tra i presenti
Tra i presenti, Pino Tozzi, ex assessore alla Sicurezza, non ha nascosto la sua soddisfazione per l’accaduto. Alcuni lo indicano come il vero stratega dietro questa manovra, in grado di orchestrare il dissenso che ha portato alla caduta della Giunta.

Prospettive future per il Comune di Arcore
Il futuro di Arcore è incerto. La mozione di sfiducia dovrà essere discussa entro 10-30 giorni dalla sua presentazione. Se approvata, il Consiglio verrà sciolto e un Commissario Prefettizio sarà nominato per gestire il Comune fino alle elezioni previste nella primavera del 2027.

Il sindaco Bono ha convocato una riunione con i suoi assessori, mentre si vocifera di possibili dimissioni anticipate per recuperare il controllo della situazione prima di un eventuale allontanamento definitivo.
Le dichiarazioni dei consiglieri dissidenti
Al termine del Consiglio, i tre consiglieri dissidenti hanno rilasciato una dichiarazione riguardo al loro voto:
“Non riteniamo più sostenibile la prosecuzione dell’attuale esperienza amministrativa – hanno affermato i tre consiglieri di maggioranza che hanno votato contro l’Esecutivo – Nel corso degli ultimi mesi è emersa con crescente evidenza una gestione accentrata dell’azione amministrativa, accompagnata da un insufficiente coinvolgimento dei consiglieri, che ha progressivamente svuotato il ruolo del Consiglio comunale e limitato il contributo politico e istituzionale dei suoi componenti. A ciò si aggiungono difficoltà nella gestione e nella coesione del gruppo di maggioranza, nonché il venir meno di un clima di rispetto e confronto, elementi essenziali per il buon funzionamento dell’azione amministrativa. Il sindaco aveva annunciato una fase di svolta e rinnovamento che, allo stato attuale, non ha trovato concreta attuazione. Alla luce di queste criticità, riteniamo venuto meno il rapporto fiduciario alla base del mandato e chiediamo al Sindaco di assumere le conseguenti determinazioni, restituendo la parola ai cittadini. La credibilità delle istituzioni si fonda su partecipazione, rispetto dei ruoli e condivisione delle scelte: condizioni che oggi riteniamo non più garantite. Agli arcoresi non si può chiedere fiducia senza assicurare ascolto, rispetto e reale coinvolgimento. Teniamo a precisare che la scelta di votare contro è di carattere politico e non tecnico”.