La notizia della scomparsa di Silvana Viganò Gerli, storica e amata maestra elementare di Villasanta, ha rapidamente scosso il paese, creando un profondo dolore tra le generazioni che l’hanno conosciuta. Sabato mattina, Silvana, 86 anni, è stata trovata priva di vita nella sua abitazione a causa di un malore fatale. La situazione che ha portato alla scoperta del suo decesso ha suscitato forte apprensione nel vicinato di via Edison, richiedendo l’intervento urgente dei soccorritori.

A dare il via alle ricerche è stata la figlia Cristiana, residente in Olanda. Nonostante la distanza, il loro legame era quotidiano, contrassegnato da videochiamate mattutine e serali. Tuttavia, sabato mattina, il telefono ha squillato a vuoto, generando un silenzio preoccupante che ha allarmato la figlia. Cristiana ha quindi contattato i vicini e successivamente i soccorsi. Sul posto si sono precipitati i Vigili del Fuoco, i sanitari del 118, i Carabinieri e la Polizia locale, che hanno confermato il decesso dell’anziana. Le esequie non sono ancora state programmate a causa delle lunghe procedure burocratiche necessarie.
Una vita dedicata all’insegnamento e all’integrazione

Nata nel 1939, Silvana Viganò si diplomò alle magistrali a Milano e iniziò a insegnare a soli 18 anni. Nel 1965 si trasferì a Villasanta con il marito Augusto Gerli, dove iniziò la sua carriera nelle storiche «pluriclassi» di Correzzana, gestendo bambini di diverse età. Nel 1970 ottenne un incarico definitivo alle elementari di Villasanta, dove rimase fino al 1996, anno del suo pensionamento. Pillar della didattica locale, ricoprì anche il ruolo di vicepreside, collaborando con dirigenti come Mirtilli Morgana ed Emma Carcaterra. Silvana era un’innovatrice, dimostrando una sensibilità sociale eccezionale; in un periodo in cui l’integrazione era ancora un tema emergente, accoglieva a casa propria i bambini extracomunitari per insegnare loro l’italiano gratuitamente, spinta da una profonda vocazione educativa.
Un insegnante dal carattere forte e dallo spirito libero
La diffusione della notizia ha generato una valanga di messaggi di cordoglio. Ex allievi e colleghi la ricordano come una donna straordinaria, con una memoria incredibile e un’ironia affilata. «Era l’insegnante di mio fratello», racconta una cittadina, «e a distanza di cinquant’anni ricordava perfettamente tutti. Una donna innovativa, sempre avanti, una maestra ‘con le palle’. Una volta le chiesi cosa pensasse dei metodi di insegnamento di oggi rispetto a quelli di un tempo, e lei rise dicendo semplicemente ‘basta guardarsi attorno’».
Il commovente ricordo dell’ex assessore Laura Varisco
Il mondo della scuola si è unito al dolore della famiglia, come evidenziano le toccanti parole di Laura Varisco, insegnante ed ex assessore della Giunta guidata da Luca Ornago.
«Cara Silvana, te ne sei andata in una calda giornata estiva. Mi piace immaginarti sorridente e con gli occhi brillanti e vivaci. Non sei stata la mia maestra, ma ti ricordo passare nei corridoi con quaderni e libri tra le braccia. Ti ho conosciuta da ‘grande’ e con te era sempre un piacere fermarsi a parlare, a volte per lunghe chiacchierate. Si parlava della tua scuola e della mia scuola, quella che tu non hai conosciuto; i tuoi confronti e i tuoi suggerimenti erano sempre interessanti e utili. Hai sempre vissuto il tuo tempo, per cui spesso ci si trovava a parlare di politica locale o nazionale, o di come Villasanta stesse cambiando. Sei sempre stata libera di pensare e di dire: prenderò questa tua ‘libertà di pensiero’ come esempio».
Il ricordo della figlia: “Fino all’ultimo nella sua casa-museo”
“Mamma viveva da sola nonostante le mie continue insistenze”, ha dichiarato la figlia Cristiana. “Da tempo le proponevo di trasferirsi con noi in Olanda, ma lei desiderava la sua indipendenza ed era ancora molto attiva. Le avevo anche suggerito di venire a Milano, dove abbiamo l’aria condizionata, per affrontare meglio il caldo di questi mesi”. La decisione di rimanere a via Edison era anche legata a un legame profondo con il passato. Il marito, Augusto Gerli, era un noto artista in Brianza, tra affreschi e pittura, e la loro casa è una vera opera d’arte, un museo personale che Silvana ha voluto custodire fino alla fine.
Villasanta perde non solo un’insegnante eccezionale, ma anche un’importante figura della sua storia culturale e civile.