La scuola media di Trezzo sull’Adda ha organizzato una gita alla moschea di Mezzago, scatenando l’ira del sindaco Massimiliano Rivabeni e dei membri della Lega.
La reazione del sindaco e della Lega
L’iniziativa proposta dall’Istituto Comprensivo “Ai nostri caduti” di Trezzo ha suscitato forti critiche da parte del primo cittadino di Mezzago e dei dirigenti del Carroccio. Il consigliere regionale Alessandro Corbetta e l’eurodeputata Silvia Sardone hanno espresso il loro disappunto nei confronti della scuola.
La notizia della gita è stata comunicata tramite una circolare, la numero 213 del 14 marzo, in cui l’istituto espone il programma dell’iniziativa coinvolgendo tutte e cinque le classi terze della scuola media.
Le osservazioni di Rivabeni
Il sindaco Rivabeni ha contestato l’uso del termine “moschea”, sottolineando che a Mezzago non esiste tale struttura, ma solo la sede dell’associazione culturale Assalam.

“Sul territorio comunale è presente l’Associazione Culturale Assalam, una realtà con cui negli anni si è costruito un rapporto serio e trasparente di dialogo e convivenza nel pieno rispetto delle regole e delle istituzioni. Presentare quella realtà come se fosse una moschea non è solo un errore: è un messaggio istituzionalmente scorretto, che rischia di generare confusione tra gli studenti e tra le famiglie – spiega Rivabeni – Proprio perché conosco bene quella realtà – io e componenti della mia Amministrazione ci siamo recati più volte presso la sede di Assalam, anche senza preavviso e in qualsiasi ora del giorno – posso affermare con cognizione di causa che l’integrazione a Mezzago non è mai stata costruita con operazioni simboliche o iniziative ideologiche, ma attraverso il lavoro concreto delle istituzioni e il rispetto reciproco”.
Rivabeni ha evidenziato come Mezzago rappresenti un esempio di integrazione e convivenza:
“Il nostro Comune è un esempio concreto di convivenza civile: la percentuale di cittadini stranieri a Mezzago è meno del 10% (inferiore alla media della provincia) e i rapporti tra comunità diverse sono sempre stati improntati al rispetto reciproco e alla collaborazione. Durante il periodo del Covid è stata l’Amministrazione comunale ad organizzare momenti di preghiera condivisi tra le diverse religioni presenti sul territorio, dimostrando che il dialogo tra culture si costruisce con responsabilità istituzionale, non con iniziative orientate”.
Successivamente, il sindaco ha criticato l’iniziativa scolastica, mettendo in discussione i suoi principi e obiettivi:
“Dalla stessa circolare emerge inoltre che l’uscita non prevede una semplice visita conoscitiva, ma attività didattiche strutturate sull’Islam, con approfondimenti sulla vita di Maometto, i “cinque pilastri” dell’Islam, il rapporto tra fede e scienza, i diritti delle donne e la scrittura araba. Il rispetto dei luoghi e delle tradizioni è giustamente un principio educativo. Tuttavia la scuola pubblica, per sua natura statale, deve mantenere equilibrio e neutralità, evitando che l’attività didattica si trasformi in percorsi orientati verso una singola religione”.
L’attacco di Rivabeni è proseguito citando la Costituzione e discutendo di integrazione e identità:
“La Costituzione italiana, all’articolo 7, disciplina i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica, mentre l’articolo 8 regola i rapporti con le altre confessioni religiose attraverso specifiche intese con lo Stato. Proprio per questo la scuola pubblica deve rappresentare uno spazio istituzionale di equilibrio e di rispetto di tutte le identità, senza perdere il riferimento ai valori fondanti dello Stato e del territorio. L’integrazione vera non cancella l’identità di un paese. La rispetta. Per queste ragioni condanno fermamente questa iniziativa. Mezzago è un esempio di integrazione reale. Ma sul rispetto dei valori dello Stato italiano e dei territori che lo compongono, a partire dalla Lombardia, non si deve fare alcun passo indietro”, conclude Rivabeni.
Le dichiarazioni di Sardone e Corbetta

A conferma delle dichiarazioni del sindaco, anche i rappresentanti della Lega, Corbetta e Sardone, si sono espressi in merito all’iniziativa scolastica.
“Nella circolare diffusa ai genitori si descrive la giornata “islamica” per gli studenti con attività di laboratorio sulla vita di Maometto, sui cinque pilastri dell’Islam, sui diritti delle donne e sulla scrittura araba. Tra le motivazioni didattiche viene indicata la necessità di approfondire la conoscenza dell’Islam, conoscere il radicamento e le manifestazioni dell’Islam sul territorio, rispettare il luogo di culto islamico. Francamente riteniamo che questa scelta sia preoccupante: la scuola non deve essere un laboratorio di islamizzazione. Non è una semplice visita culturale, ma si tratta di una gita con un percorso che sembra “promuovere” la religione islamica. Ricordiamo che non esiste alcuna intesa tra lo Stato italiano e le comunità musulmane quindi non si capisce lo scopo di queste visite”.
L’attacco è proseguito con ulteriori considerazioni su integrazione e obiettivi dell’iniziativa.
“Non è la prima volta che succede, purtroppo – concludono Corbetta e Sardone – Ci troviamo di fronte a un cortocircuito della scuola che lascia perplessi: da una parte a sinistra ci dicono che la scuola deve essere laica, togliendo crocifissi, canti del Natale e presepi e dall’altra si chiudono le scuole per il fine Ramadan, si fanno gite in moschea, si portano gli imam in classe, si favoriscono gli studenti musulmani evitando loro interrogazioni nel periodo del Ramadan. Tra l’altro sarebbe interessante conoscere l’attività di laboratorio sui diritti delle donne quando è noto a tutti che le donne, in molte comunità musulmane, vivono condizioni di pesante oppressione e privazione della libertà. Basta con iniziative ideologiche che non aiutano l’integrazione ma anzi promuovono culture che spesso hanno idee inconciliabili con i nostri valori”.