Una nuova vita per Barbara

Barbara Brambilla: la rinascita attraverso l’affido dopo la tragedia di Manuel

Il 19 giugno segna tre anni dalla tragica perdita del figlio Manuel Pistoia, ma oggi la speranza è tornata.

Barbara Brambilla: la rinascita attraverso l’affido dopo la tragedia di Manuel

Il dolore si trasforma ma non svanisce. Rimane in silenzio, celato negli angoli di una casa che per tre anni ha vissuto in un silenzio opprimente. Il 19 giugno 2023 segna il terzo anniversario della morte di Manuel Pistoia, il primogenito di Barbara Brambilla, deceduto in un tragico incidente stradale a Abbadia Lariana, lungo la provinciale 72, mentre era in sella al suo scooter. Oggi, a distanza di tre anni da quel giorno, Concorezzo e Abbadia si sono riunite per sostenere Barbara, iniziando con una cerimonia commemorativa sul luogo dell’incidente, seguita da una messa nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano e da un incontro a casa per brindare alla vita, come avrebbe voluto Manuel.

L’intervista con Barbara

Giovedì 18 giugno, Barbara ha accolto la nostra redazione nella sua casa, un luogo intriso di memorie e ricordi di Manuel. Quest’anno, però, in quelle stanze si percepisce una nuova luce. Da due mesi, infatti, risuona la risata di Simona (nome di fantasia), una ragazzina di 9 anni proveniente da una casa famiglia, che è stata data in affido a Barbara. Questo incontro tra anime segnate dal dolore ha creato un legame profondo. Negli ultimi sessanta giorni, Simona ha portato freschezza, gioia e la possibilità di prendersi cura di qualcuno, restituendo a Barbara il sorriso che sembrava perduto per sempre.

 

Un’esperienza da vivere

«È un’esperienza che molti dovrebbero provare», afferma Barbara, sottolineando la necessità di non dare per scontate le piccole cose. «Ci sono tante persone che hanno bisogno di amore e io ho deciso di mettermi a disposizione. Simona è una casinista come Manuel, e sono certa che lui avrebbe approvato questa scelta». L’arrivo della ragazzina segna un nuovo inizio per Barbara, avvenuto dopo la conclusione delle vicende legali legate all’incidente. Un anno fa, il Tribunale di Lecco aveva condannato Ivo Gaddi, l’imputato, a nove mesi di reclusione (pena sospesa) e alla sospensione della patente per due anni per omicidio stradale. La sentenza ha confermato un concorso di colpa, con Manuel che viaggiava a velocità sostenuta prima di perdere il controllo dello scooter. Barbara, riguardo alla sentenza, aveva dichiarato: «È la rivincita del mio Manuel», sottolineando che non cercava vendetta, ma dignità per la memoria del figlio.

L’amore di una madre

Barbara non si limita a ricordare il passato; guarda anche al futuro. Tra le foto di Manuel e riflessioni sul domani, esprime il desiderio di fondare un’associazione in memoria del figlio, dedicata a giovani e amici che non l’hanno mai dimenticato. «Voglio trasformare la tragedia in energia positiva, offrendo supporto e opportunità ai ragazzi del territorio», spiega, desiderosa di far sì che l’entusiasmo di Manuel continui a vivere.

La morte di mio figlio? È stato il destino…

Nonostante la sua forza, Barbara confida un’amarezza profonda per non aver mai ricevuto un gesto di scuse dal conducente dell’auto. «È stato il destino, non incolpo nessuno. Questi anni sono stati una lotta continua. Ogni mattina indossavo una maschera che toglievo solo la sera, a casa. Solo chi perde un figlio conosce questo vuoto. Spero che la morte di Manuel insegni a tutti a essere prudenti e a godere dei momenti con i propri figli». Oggi, grazie al ricordo di Manuel, alla sua visione di un’associazione per i giovani e alla presenza di Simona, che porta vita nella sua casa, Barbara non è più sola a tavola. La maschera del mattino sta cedendo il passo a un sorriso autentico.