Bellusco piange la scomparsa di uno dei suoi personaggi più amati. Il professor Ennio Bencini, artista e insegnante, ci ha lasciati mercoledì 1° luglio all’età di 84 anni. Le esequie si terranno sabato mattina alle 11 nella chiesa parrocchiale di Bellusco. La salma sarà esposta nella camera mortuaria dell’ospedale di Vimercate da venerdì 3 luglio, dalle 13 alle 16.
Nato nel 1942 a Forlì da genitori toscani, Bencini trascorse la sua infanzia ad Arezzo, dove si diplomò all’Istituto d’Arte nel 1962, ottenendo l’abilitazione all’insegnamento del disegno e della storia dell’arte. Figlio del pittore Natale Bencini, fin da giovane visse in un contesto artistico di grande prestigio, circondato da figure illustri della pittura italiana come Pietro Annigoni, Primo Conti e Luigi Servolini.

Un linguaggio unico
Bencini ha saputo trasformare la sua eredità culturale in un linguaggio artistico personale. Dopo il trasferimento a Milano nel 1972 e l’arrivo a Bellusco, la sua vita si è dedicata sia all’insegnamento che alla ricerca artistica. Per molti belluschesi, è stato semplicemente «il professor Bencini», docente di educazione artistica alla scuola media. Le sue lezioni superavano il semplice disegno: insegnava a osservare, a coltivare la curiosità e a scoprire la bellezza nelle piccole cose. Nonostante l’impegno didattico, non smise mai di dipingere. Dopo una crisi creativa tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, trovò una nuova via espressiva durante una passeggiata sull’isola d’Elba, ispirato da una spiaggia di sabbia nera. Da questa esperienza nacque un’arte simbolica e essenziale, caratterizzata da geometrie e materiali naturali.
“È sempre stata una persona solare, dedita all’arte, circondata dagli amici – ha ricordato il figlio Alessandro – Ha insegnato a mezzo paese. L’arte è stata la forza che lo ha accompagnato per tutta la vita. Anche negli ultimi anni continuava a organizzare piccole mostre, anche se ultimamente era molto stanco e faceva sempre più fatica.”
Fede e simbolismo
La produzione artistica di Bencini è stata profondamente influenzata dal simbolismo e dalla sua fede. Religioso, esprimeva significati spirituali attraverso forme essenziali e simboli ricorrenti, come il gabbiano, simbolo di libertà e elevazione, diventato uno dei segni distintivi della sua poetica. Il suo legame con Bellusco è stato significativo: ha contribuito alla valorizzazione della cultura locale, partecipando alla creazione del Museo del Contadino nelle scuole, collaborando con il professor Angelo Arlati per la pubblicazione della storia del paese e promuovendo numerose iniziative artistiche e culturali, coinvolgendo cittadini, studenti e altri artisti. Anche il sindaco Mauro Colombo ha voluto ricordarlo con un messaggio sui social del Comune.
Il ricordo del sindaco Colombo
“Ci sono persone che arrivano in un paese e con il tempo ne diventano parte della storia. Il professor Ennio Bencini è stato una di queste” – ha dichiarato il sindaco, evidenziando come il docente abbia insegnato alla comunità che conoscere il proprio territorio significa imparare ad amarlo e custodirlo, lasciando un’eredità di cultura, memoria e amore per la bellezza. Numerosi messaggi di cordoglio sono apparsi sui social, con ex alunni, amici e conoscenti che hanno ricordato il professore con affetto, ripensando alle sue lezioni e alla sua capacità di trasmettere passione per l’arte.