Operazione black river

Smantellata una rete di spaccio tra Lecco e Carnate

Attivi dal 2020, i membri della banda hanno venduto oltre 6.000 dosi di droga, portando a cinque misure cautelari.

Smantellata una rete di spaccio tra Lecco e Carnate

La Polizia di Stato di Lecco ha inferto un duro colpo al traffico di sostanze stupefacenti nella Brianza e nel Lecchese, eseguendo giovedì mattina un’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Lecco. Cinque soggetti, originari del Gambia e della Nigeria, sono stati identificati come parte di una rete dedita principalmente allo spaccio di hashish e marijuana, attiva anche a Carnate e Usmate.

Indagini approfondite sulla rete di spaccio

L’operazione è il risultato di un’indagine condotta dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile, durata circa un anno sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Lecco. Le indagini hanno rivelato un’intensa attività di spaccio soprattutto nel Comune di Calolziocorte, nelle vicinanze del parco pubblico di viale Alcide De Gasperi e del Supermercato MD, oltre che nelle stazioni ferroviarie di vari comuni lecchesi e lungo la tratta del Besanino, fino a Carnate.

Denunce e arresti

Le indagini hanno portato alla denuncia di otto soggetti di origine nordafricana, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, alcuni dei quali privi di permesso di soggiorno. Questi individui sono accusati di gestire un traffico illecito di sostanze stupefacenti dal 2020, con un valore commerciale stimato di 120.000 euro per oltre 6.000 dosi vendute.

Il modus operandi della banda

La Squadra Mobile ha ricostruito il modus operandi della banda: uno degli indagati si occupava di trasportare la droga dalla bergamasca al lecchese, per poi distribuirla ai complici, responsabili della vendita al dettaglio. Le telecamere nelle aree di spaccio e i servizi di osservazione hanno consentito di effettuare due arresti in flagranza di reato e di sequestrare oltre un chilo di hashish e marijuana, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.

Misure cautelari adottate

Le prove raccolte hanno portato la Procura a richiedere misure cautelari, con il Gip che ha disposto l’arresto di due indagati, uno dei quali è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Altri tre hanno ricevuto il divieto di dimora nella Provincia di Lecco e nel Comune di Calolziocorte, con obbligo di dimora nel Comune di Merate.