Il talento in ascesa

“Il ring è diventato la mia casa”

Francesca Zamboni, 17 anni di Bernareggio e campionessa di Muay Thai, condivide il suo straordinario percorso verso il professionismo

“Il ring è diventato la mia casa”

Ci sono persone che intraprendono il proprio cammino quasi per caso, e altre che sembrano avere le idee chiare fin dall’infanzia. Per Francesca Zamboni, giovane atleta di Muay Thai di 17 anni residente a Bernareggio, il ring è entrato nella sua vita quando aveva solo sei anni.

“Il ring è diventato la mia casa”

Dopo anni di impegno tra incontri giovanili e tornei internazionali, Francesca ha recentemente ricevuto una notizia importante: il suo passaggio ufficiale al mondo del professionismo.

“Ho iniziato a praticare Muay Thai praticamente da bambina – racconta Francesca – A otto anni ho disputato il mio primo incontro, che ricordo chiaramente: lottai contro un ragazzo e vinsi. Da quel momento ho capito che questo sport mi appassionava davvero e che poteva far parte della mia vita.”

Gli inizi di successo

La Muay Thai, arte marziale originaria della Thailandia, è uno sport da combattimento completo: oltre a calci e pugni, include gomitate, ginocchiate, clinch e proiezioni.

“È una disciplina molto tecnica e completa – spiega l’atleta – a differenza di altre specialità in cui ci sono limiti ai colpi.”

I primi anni di carriera di Francesca sono stati caratterizzati da combattimenti in light contact:

“Fino ai 14 anni ho gareggiato in light contact, accumulando circa 30 match e molte vittorie – ricorda – Poi, tra i 14 e i 15 anni, sono passata al contatto pieno, disputando una quindicina di incontri, vincendoli quasi tutti.”

Soddisfazioni e cambiamenti

In quegli anni, Francesca è stata convocata nel Team Lombardia, una selezione regionale che rappresenta una piccola nazionale giovanile. Questo le ha permesso di vivere le prime esperienze a livello internazionale. Il 2025 ha rappresentato una svolta nella sua carriera:

“A maggio, il mio allenatore ha ricevuto una chiamata da un agente belga che mi proponeva di partecipare a un torneo – spiega – In una sola serata avrei dovuto affrontare due match: il primo di tre round con paratibie, senza caschetto, e poi la finale per il titolo europeo senza protezioni, tranne quelle ai gomiti.”

Francesca ha affrontato la sfida con grande determinazione:

“La finale era un match di classe B a cinque round e sono riuscita a conquistare la cintura della WMF, la World Muay Thai Federation. Posso dire di aver iniziato con il piede giusto.”

Un’esperienza in Thailandia

Poco dopo, Francesca ha vissuto un’altra esperienza fondamentale:

“Ad agosto sono stata in Thailandia, la patria di questa disciplina, per un mese di allenamento. Mi allenavo due volte al giorno e prima di ogni sessione correvamo. In totale, passavo circa quattro ore al giorno a lavorare. È stata un’esperienza che ha cambiato la mia prospettiva: lì ho compreso realmente cosa significa dedicarsi a questo sport.”

Il debutto nel professionismo è avvenuto quasi all’improvviso:

“A ottobre sono stata chiamata una settimana prima di un evento, perché una ragazza si era infortunata. Ho accettato subito: tre round da tre minuti. Quella sera ho vinto il titolo italiano, un risultato non scontato, visto che solitamente si accede al professionismo già maggiorenni.”

Un’opportunità inaspettata che si è trasformata in un successo significativo:

“È stata una grande fortuna – prosegue – E un paio di settimane fa ho difeso il titolo italiano, vincendo di nuovo. Ora ho due cinture italiane e sto già puntando alla terza.”

Tradizione familiare

Un ruolo cruciale nel suo percorso sportivo lo ha avuto il maestro Ivan Galana, che la segue da anni:

“Ho iniziato ad allenarmi in una palestra a Ornago, poi intorno agli undici anni sono passata al Team Satori di Milano, dove ho iniziato a lavorare con Ivan. Collaboriamo da sette o otto anni ed è una figura fondamentale per me.”

La passione per gli sport da combattimento è radicata nella sua famiglia:

“Ho conosciuto questo mondo grazie a mio papà, che praticava kick boxing e basket – racconta orgogliosa del primo vero mentore che l’ha sostenuta fin dall’inizio – Da piccola ho provato vari sport, come nuoto, equitazione e danza, ma nessuno mi appassionava realmente. Quando ho provato kick boxing e poi Muay Thai, ho capito che quella era la mia strada.”

Un occhio al futuro

Oggi, Francesca si allena quasi quotidianamente:

“Cinque o sei volte a settimana. A luglio tornerò in Thailandia per due mesi di allenamento. Potrei anche combattere lì, ma senza il mio allenatore all’angolo non è la stessa cosa. Tra atleta e coach si crea un’intimità speciale.”

Parallelamente, continua il suo percorso scolastico.

“Frequento il quarto anno del liceo delle Scienze Umane a Vimercate – afferma – Vado bene a scuola, ma non è facile conciliare studio, allenamenti e vita sociale.”

Progetti futuri

“Il mio obiettivo è continuare a praticare questo sport a livello professionale. Sogno di entrare nelle Fiamme Oro o nelle Fiamme Rosse, ma ho ancora tempo per decidere. Cerco sempre di rimanere con i piedi per terra.”

Nel frattempo, il prossimo traguardo è già in vista:

“A giugno potrei combattere per la terza difesa del titolo italiano e conquistare la terza cintura. Sarebbe un passo significativo.”