La decisione del Consiglio

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Vitali per l’impianto di asfalti

Annullato il diniego alla sanatoria del Comune di Caponago, che dovrà riesaminare la pratica secondo le indicazioni dei giudici.

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Vitali per l’impianto di asfalti

Il Comune di Caponago ha subito un’importante battuta d’arresto a favore della società Vitali. Con una sentenza pubblicata il 18 febbraio, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della società, annullando il diniego di sanatoria emesso dal Comune nel marzo 2022.

Il contesto della vicenda

Questo non rappresenta un via libera immediato per l’impianto di produzione asfalti, ma un chiaro ordine: il Comune è obbligato a riesaminare la pratica «alla luce delle osservazioni e relative prescrizioni contenute nelle sentenze n. 937/2016 del TAR Milano e n. 6649/2020 del Consiglio di Stato», senza ignorare le decisioni già prese dai giudici.

La questione, che si protrae dal 2009, riguarda un impianto di produzione di conglomerati bituminosi situato nella località Cascina Bertagna, su un terreno precedentemente utilizzato come «cava di prestito» per i lavori dell’autostrada A4. Sin dall’inizio, il progetto ha presentato problematiche: l’impianto è stato realizzato in un’area diversa da quella originariamente dichiarata, più vicina all’autostrada, all’interno della fascia di rispetto. Il Comune ha dichiarato decaduta la DIA, ordinato la demolizione e negato ripetutamente la sanatoria, sostenendo che l’opera violasse le norme urbanistiche e la distanza minima dall’A4.

Le convenzioni e le autorizzazioni

Nel 2012, tuttavia, il Comune ha firmato una convenzione con Vitali. In cambio di opere pubbliche per oltre 726 mila euro, ha autorizzato l’attività estrattiva, consentendo alla società di «produrre conglomerati bituminosi e installare gli impianti e uffici necessari». Nel 2013 è giunta anche l’autorizzazione provinciale, due passaggi che, secondo Vitali, hanno modificato il contesto, poiché l’Amministrazione aveva implicitamente accettato la presenza dell’impianto.

Nel 2016, il TAR Milano ha dato ragione a Vitali (sentenza 937/2016), annullando i dinieghi e ordinando un nuovo esame. Nel 2020, il Consiglio di Stato ha confermato tale decisione (sentenza 6649/2020). Tuttavia, nel 2022, il Comune ha negato nuovamente la sanatoria, richiamando la fascia di rispetto autostradale di 60 metri e una variante al PGT approvata poco prima.

I recenti sviluppi legali

In risposta, Vitali ha presentato un «incidente di esecuzione», accusando il Comune di «eludere il giudicato». Il TAR Lombardia ha respinto il ricorso nel 2023, ma la società ha fatto appello al Consiglio di Stato, che ha ribaltato la decisione del TAR, definendo il diniego del 2022 «elusivo del giudicato». Secondo i giudici, il Comune non poteva più fare riferimento a ostacoli già considerati nelle sentenze precedenti.

I magistrati hanno ricordato che nel 2020 il Consiglio di Stato aveva già evidenziato come la convenzione del 2012 e l’autorizzazione provinciale del 2013 rappresentassero «un disegno amministrativo improntato alla permanenza dell’impianto controverso». Inoltre, si fa riferimento nella sentenza al fatto che la questione della distanza dall’A4 era già stata affrontata: «Questo significa che al giudice d’appello la circostanza era nota, ma non ha impedito di rilevare che gli elementi ostativi al rilascio dell’assenso potevano ritenersi superati dal fatto che, nelle premesse della convenzione stipulata nel 2012, oltre a richiamare gli impianti installati, sono indicate in modo analitico le particelle catastali sulle quali è autorizzata l’attività estrattiva».

Infine, riguardo alla questione delle distanze, la sentenza precisa che «la distanza prevista dalla legge è comunque – o era al momento dell’autorizzazione ottenuta dall’appellante – pari a metri 30, trattandosi di strada posta fuori dai centri abitati, ma all’interno di zone trasformabili secondo lo strumento urbanistico». È importante notare che non era ancora intervenuta la modifica apportata dalla delibera n. 2 dell’8 febbraio del 2022, che ha esteso la fascia di rispetto a 60 metri.

Prossimi passi per il Comune di Caponago

Con l’annullamento del diniego del 22 marzo 2022, il Comune è ora obbligato a ripetere l’istruttoria e a riesaminare la richiesta di sanatoria presentata dalla società Vitali.