Scontro in corso

Il 25 aprile e le prime comunioni: polemica tra Anpi e parroco di Lesmo

La Comunità Pastorale Santa Maria di Lesmo ha programmato le cerimonie per lo stesso giorno della Festa della Liberazione, scatenando le ire dell'Anpi di Arcore.

Il 25 aprile e le prime comunioni: polemica tra Anpi e parroco di Lesmo

La tensione si fa palpabile tra Lesmo, Correzzana e Arcore a causa della decisione della Comunità Pastorale Santa Maria di Lesmo, guidata da don Mauro Viganò, di celebrare le Prime Comunioni il 25 Aprile.

Questa scelta ha suscitato forti proteste da parte dell’Anpi di Arcore, che ha pubblicato un comunicato firmato dalla presidente Emanuela Restelli, esprimendo la propria indignazione.

Una scelta contestata

Per l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, celebrare il sacramento nella giornata dedicata alla Liberazione non rappresenta un semplice errore di programmazione, ma una ferita alla memoria collettiva. «Questa scelta appare inopportuna perché non permette ai cittadini di partecipare alla celebrazione istituzionale», si legge nella nota ufficiale. «Il 25 Aprile è il simbolo del sacrificio e della rinascita democratica del Paese, una ricorrenza che merita rispetto».

Richiamo alla storia

L’Anpi sottolinea, con amarezza, che molti uomini di Chiesa sono stati protagonisti e martiri della Resistenza. Vengono citati nomi emblematici come don Giuseppe Morosini, fucilato dai nazisti; Don Giovanni Minzoni, ucciso dagli squadristi; e Don Giovanni Barbareschi, torturato a San Vittore. Ignorare il significato civile di questa data, secondo l’Anpi, implica anche una mancanza di rispetto verso quelle figure religiose che hanno sacrificato la loro vita per la libertà.

Il conflitto tra memoria e calendario

Il fulcro della polemica non è tanto il sacramento in sé, quanto la sovrapposizione di eventi che costringe le famiglie a una scelta «forzata» tra l’adorazione religiosa e la commemorazione civile. L’Anpi mette in evidenza come fede e memoria civile non debbano essere in contrasto, ma possano coesistere. «Celebrare un sacramento così significativo il 25 Aprile, senza considerare il significato della giornata, rischia di essere irrispettoso verso coloro che hanno lottato per la libertà», conclude il comunicato, suggerendo che sarebbe stata più opportuna una riflessione sui valori della libertà e della fede.

Discussioni infuocate in vista delle celebrazioni

Attualmente, non ci sono state risposte ufficiali dalla parrocchia di Lesmo e Correzzana, ma il dibattito è già acceso nei bar e sui social dei due comuni. Si teme che la celebrazione della Liberazione possa risultare «azzoppata» dalla concomitanza delle cerimonie religiose, in un contesto di freddezza istituzionale che difficilmente si attenuerà prima del 25 Aprile.