Matteo Fossati, originario di Agrate Brianza, ha affrontato un’avventura unica: la partecipazione a “La Grande Odyssée”, una delle competizioni di sleddog più celebri in Europa.
Dodici giorni di sfide nella neve
Per dodici giorni, Matteo ha percorso oltre 380 chilometri, affrontando le difficoltà del ghiaccio e della neve, partendo dalle vallate dell’Alta Savoia fino alle pendici del Monte Bianco. Questo evento rappresenta la massima espressione della disciplina dello sleddog, che combina resistenza, velocità e un legame profondo tra uomo e cane.
Fossati, 40 anni e uno dei pochi italiani a completare l’intero percorso, ha dimostrato grande determinazione in questa edizione di gennaio.
Il significato dello sleddog
Lo sleddog per Matteo non è solo uno sport, ma una vera e propria scelta di vita. La sua passione è sbocciata oltre dieci anni fa, quando, proprietario di un husky, partecipò a un evento dedicato alla disciplina e provò a legare il suo cane alla bicicletta. Da quel momento, ha scoperto un mondo nuovo.
“È un mix di adrenalina e sintonia con l’animale», ha affermato Matteo. Già appassionato di montagna e sci, ha deciso di dedicare sempre più tempo allo sleddog, trasformando la sua passione in una vera squadra di cani. Questa evoluzione è stata il frutto di allenamenti rigorosi e partecipazioni a competizioni internazionali, sempre con un occhio attento al benessere degli animali, un aspetto fondamentale nello sleddog.
La competizione di quest’anno ha presentato notevoli difficoltà, con un prologo iniziale e dodici tappe senza abbreviazioni rispetto agli anni passati.
Risultati di Matteo Fossati
Fossati ha concluso la gara al decimo posto nella classifica generale e al terzo nella categoria nordici, migliorando ulteriormente il suo già prestigioso palmarès. Non sono mancati gli imprevisti lungo il percorso.
“Il primo giorno mi sono infortunato al ginocchio mentre giocavo con uno dei miei cani. Ho pensato di dovermi ritirare, ma fortunatamente sono riuscito a proseguire, anche se ho avuto momenti di grande paura», ha raccontato.

La squadra di cani di Fossati
Grazie al supporto del team Royal Canin, Matteo ha potuto continuare la gara. La sua squadra era composta da Ajax, il leader, insieme a Frame e Jula. Cooper e Xena hanno svolto il ruolo di coleader, affiancati da Orok, Brienne, Gery Polo, Cashew, Biggie e Jago. Tra i membri della squadra c’erano anche due giovani cani operati in gioventù e un esemplare di 10 anni, ancora pieno di energia. Questa squadra eterogenea ha dimostrato grande resistenza fino all’ultimo giorno della competizione, che ha visto la partecipazione di una ventina di concorrenti e continui spostamenti tra le tappe.
“E’ come una famiglia – ha sottolineato Fossati – Dopo tutto, dormiamo, mangiamo e viviamo insieme per giorni. I partecipanti provengono da tutto il mondo e molti di loro tornano negli anni successivi. Non si tratta solo di classifiche: si condividono esperienze e si creano legami”.
Progetti futuri di Matteo
L’attenzione alla salute degli animali è stata fondamentale, con un’équipe di dieci veterinari presenti durante la competizione. Con la stagione ormai conclusa, Matteo guarda già al futuro: il suo sogno è partecipare a gare ancor più impegnative, come quelle in Svezia. Tuttavia, per realizzarlo, ha bisogno di nuovi sponsor che possano sostenere i costi elevati.
“È un grande desiderio – ha concluso – Ci penso da tempo, ma la mancanza di sponsor mi ha impedito di realizzarlo. Se qualcuno è interessato e sta leggendo… fatevi avanti! Ringrazio i miei sponsor attuali: Royal, Fisio4vet e SportSpecialist. Non posso dimenticare il mio veterinario di fiducia, Gabriele Indraccolo di Vimercate, e ringrazio anche Giulia e Sauro, che mi hanno supportato durante la competizione, e Agnese, che ha curato i miei cani più anziani a casa”.
Una sfida continua per mantenere viva la passione per il sleddog, tra neve e determinazione.