Situazione critica

La stazione di Arcore tra degrado e disservizi: un viaggio tra rifiuti e incertezze

Il sindaco Maurizio Bono: "Stiamo attendendo la risposta di Rfi per la nuova convenzione sulla gestione dei locali"

La stazione di Arcore tra degrado e disservizi: un viaggio tra rifiuti e incertezze

Dieci anni fa, la stazione di Arcore veniva presentata come un modello di innovazione. Oggi, per i pendolari che la attraversano quotidianamente, la realtà è ben diversa. Quella che doveva essere una porta d’accesso alla città è diventata un luogo abbandonato, con un panorama desolante e trascurato.

Le sale d’attesa, invece di offrire un ambiente accogliente, si sono trasformate in simboli di abbandono. Pavimenti sporchi e rifiuti accumulati, in particolare accanto ai cestini, contribuiscono a creare un’atmosfera opprimente. Durante la notte, i sedili diventano letti improvvisati, lasciando tracce di degrado al mattino.

Monitor non funzionanti

Avanzando verso i binari, la frustrazione dei pendolari aumenta. Il monitor dedicato agli arrivi e alle partenze è spesso spento o guasto, costringendo i passeggeri a controllare incessantemente le informazioni sui propri smartphone, nella speranza di capire se il treno sia in arrivo o in ritardo.


Per chi ha problemi di mobilità o si trova con bagagli pesanti, gli ascensori, spesso fuori servizio, rendono il sottopasso una vera e propria barriera architettonica. Anche l’area circostante non è esente da degrado: tra le traversine dei binari si trovano vetri di bottiglie abbandonate, mentre i rifiuti sembrano diventare parte del paesaggio.

Purtroppo, nemmeno l’esterno risulta accogliente. Quello che dovrebbe essere un deposito per biciclette è ora un cimitero di metallo, con telai arrugginiti e biciclette rubate, che giacciono abbandonate, contribuendo al senso di incuria generale.

Le dichiarazioni del sindaco Maurizio Bono

In questo contesto, il sindaco Maurizio Bono ha cercato di rassicurare i cittadini, sottolineando che l’Amministrazione è attivamente coinvolta. Tuttavia, rimane cruciale il rapporto con Rfi, proprietaria della stazione, per la quale è in discussione una nuova convenzione che dovrebbe ridefinire le responsabilità e gli interventi necessari.

“Abbiamo già sottoposto il nuovo accordo a Rfi ma stiamo aspettando la loro risposta – ha dichiarato Bono – La nostra idea è quella di chiudere la sala d’attesa durante la notte e recuperare altri spazi interni da mettere a disposizione dei vari sodalizi arcoresi. Inoltre, Rfi trasferirà all’esterno della struttura l’erogatrice dei biglietti e la messa in sicurezza delle porte di ingresso. Una volta firmato l’accordo, il servizio di pulizia proseguirà. Stiamo anche definendo, con Offerta Sociale e Prefettura, l’organizzazione di un servizio per assistere i clochard che attualmente dormono all’addiaccio in stazione. Infine, nel nuovo accordo sarà inclusa anche la sicurezza del parcheggio delle bici, accessibile solo tramite tessera sanitaria”.

La domanda che molti cittadini si pongono, mentre attendono il treno in un ambiente degradato, è quanto tempo ci vorrà affinché la burocrazia restituisca dignità a un luogo così centrale. Per ora, la stazione di Arcore rimane intrappolata in un limbo di carte e degrado.