Processo rinviato

Rinvio del processo “Usmate-gate” per incompatibilità dei magistrati

Accolta l'eccezione di alcune difese sull'incompatibilità di membri del collegio, due dei quali avevano già trattato la vicenda.

Rinvio del processo “Usmate-gate” per incompatibilità dei magistrati

Il processo con rito ordinario denominato “Usmate-gate” subisce un ulteriore rinvio di oltre un mese, prima di entrare nel vivo. Questa vicenda, legata a uno scandalo di corruzione che ha colpito il Comune di Usmate Velate, ha già portato alla condanna con rito abbreviato di Antonio Colombo, ex funzionario dell’ufficio tecnico.

Rinvio per incompatibilità

Oggi, lunedì, il Tribunale si è riunito in udienza e ha parzialmente accolto l’eccezione sollevata da alcune difese riguardo all’incompatibilità del collegio di magistrati. Due di essi si erano già espressi sulla questione in precedenti occasioni come membri del Tribunale del Riesame, trattando ricorsi contro provvedimenti di sequestro durante le indagini. Pertanto, il 6 maggio, le parti si ritroveranno davanti a un collegio rinnovato per dare avvio all’istruttoria. Attualmente sono sotto processo Alberto Riva, imprenditore di spicco nel settore delle costruzioni, coinvolto nella questione “Verde Manara”; l’imprenditore Luigi Roncalli, 53 anni, di Robbiate; e altri due imputati, il professionista arcorese Francesco Calogero Magnano (il “geometra di Silvio Berlusconi”, assistito dall’avvocato Federico Cecconi, già legale del Cavaliere) e il consulente Roberto Crestale.

Condanne di novembre

Nel mese di novembre, Antonio Colombo, ex funzionario comunale, è stato condannato in primo grado con rito abbreviato dal gup Silvia Pansini a sei anni di reclusione. Anche l’imprenditore Galdino Magni ha ricevuto una condanna a tre anni, mentre Antonella Cantù ha ottenuto un anno e mezzo con pena sospesa, grazie alla riqualificazione del reato di corruzione in una forma meno grave rispetto all’accusa iniziale. Assolto Donato Magni, fratello di Galdino, mentre i fratelli Annabella e Giovanni Beretta hanno optato per il patteggiamento.

Risarcimenti stabiliti

Prima di Natale, il gup ha stabilito risarcimenti a favore del Comune, da definire in un secondo momento, e per i promissari acquirenti, delusi dalla decisione di confiscare l’area del cantiere Verde Manara. Questa area è al centro di un’accusa di lottizzazione abusiva, in cui sono coinvolti Colombo e Riva. A carico di Colombo è stata riconosciuta la confisca per equivalente del prezzo del delitto, pari a 217mila euro, somma da versare come “riparazione pecuniaria” a favore del Comune. Inoltre, Colombo dovrà risarcire i promissari acquirenti di Verde Manara, con provvisionali immediatamente esecutive che ammontano a oltre un milione e duecentomila euro (19 parti civili, con provvisionali che variano da 43mila a 102mila euro).

Prossimi sviluppi

Il processo riprenderà quindi a maggio. Tuttavia, sembra difficile che gli acquirenti possano vedere soddisfatte le loro richieste risarcitorie nei confronti di Colombo, considerando che la sentenza non è ancora definitiva e il processo contro Riva deve ancora entrare nel vivo.