Inaugurazione simbolica

Due panchine rosse per ricordare e responsabilizzare: un gesto contro il femminicidio

Cerimonie a Carnate e Ronco Briantino nella mattina di domenica 8 marzo, in occasione della Festa della donna

Due panchine rosse per ricordare e responsabilizzare: un gesto contro il femminicidio

Domenica mattina è stata dedicata alla riflessione e alla commemorazione delle donne vittime di violenza, con l’inaugurazione di due panchine rosse a Carnate e a Ronco Briantino. Questi simboli, ormai diffusi in tutta Italia, mirano a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla violenza di genere e sul femminicidio, promuovendo la consapevolezza e l’informazione.

Luoghi di memoria e responsabilità

A Carnate, la panchina è stata collocata all’interno dei giardini Corno di via Pascoli, dopo essere stata riqualificata e spostata da una precedente ubicazione. L’iniziativa, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con il Circolo culturale sardo “R. Piras”, ha visto la partecipazione attiva della comunità in un momento di profonda riflessione. La panchina è stata donata dal Circolo sardo alla cittadinanza.

La cerimonia di Carnate

Il rosso, colore scelto per queste installazioni, rappresenta il sangue versato dalle vittime di femminicidio e sottolinea l’importanza di mantenere alta l’attenzione su un problema attuale:

“La violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani – ha dichiarato il sindaco Rosella Maggiolini – È fondamentale ricordare che la festa della donna deve essere celebrata ogni giorno. Iniziative come questa trasformano uno spazio pubblico in un luogo di memoria e consapevolezza. Ringrazio il Circolo per questo gesto di sensibilità”.

Le referenti dell’associazione hanno espresso il desiderio di lasciare un segno tangibile a Carnate:

“Abbiamo voluto donare questa panchina come simbolo di rispetto e di impegno contro ogni forma di violenza”.

Inaugurazione a Ronco Briantino

Un’iniziativa simile si è svolta a Ronco Briantino, dove la panchina è stata donata dalla sezione locale del gruppo Alpini. Questa è stata collocata lungo la pista ciclopedonale di via don Gnocchi, vicino alla Baita delle Penne Nere:

“Questa panchina è un simbolo che invita a riflettere sul sangue delle troppe donne vittime di violenza e sulla responsabilità che tutti abbiamo nel riconoscere e proteggere – ha affermato l’assessore Alessandra Ripamonti – La violenza cresce nel silenzio e nell’indifferenza. Grazie agli Alpini per questo gesto, che consegna un messaggio forte alla comunità, invitata a sostenere il rispetto e la dignità delle persone, poiché la violenza è una ferita sociale che ci riguarda tutti”.

Simboli di impegno

La panchina rossa non rappresenta solo un luogo di memoria, ma anche un richiamo all’impegno collettivo. Il capogruppo Emanuele Leoni ha sottolineato:

“Questa iniziativa, concepita dai nostri Germano Cantù e Vincenzo Previtali, è un simbolo visibile che ci ricorda che il silenzio non è mai la soluzione. Ogni donna ha diritto alla libertà, alla sicurezza e al rispetto; questo impegno deve riguardare tutti noi”.

In segno di appartenenza alla comunità, sulla panchina sono stati posti un cappello alpino e un paio di zoccoli rossi, simboli del cammino da percorrere per costruire una cultura del rispetto.