Il confronto tra l’Amministrazione comunale di Arcore e la società “Na.Gest. Global Service”, responsabile della manutenzione della Villa Borromeo, entra in una fase cruciale. Dopo la risoluzione del contratto per gravi inadempienze, la Giunta guidata da Maurizio Bono ha ufficializzato, tramite una determina pubblicata sull’Albo Pretorio, l’incarico a un esperto esterno per redigere una perizia sui danni della Villa Borromeo d’Adda.

Questo incarico non si limita a una semplice ispezione, ma rappresenta un’azione formale per attribuire al vecchio gestore le proprie responsabilità e calcolare i risarcimenti. Si preannuncia, infatti, una battaglia legale.
Dettagli dell’incarico
Il compito di valutare i danni è stato affidato all’ingegner Edoardo Oliviero Radaelli, professionista rispettato in città, noto per aver ricoperto il ruolo di consigliere comunale per il Carroccio fino al 2015, quando fu sostituito dal compianto Beniamino Redaelli.

Una Villa in degrado: il problema dell’umidità
Le condizioni delle facciate della Villa Borromeo sono note da tempo: facciate scrostate, macchie d’umidità che risalgono le pareti della “Montagnola” e infiltrazioni che hanno reso inagibili alcune sale del complesso neoclassico. Questo degrado è particolarmente allarmante per un bene restaurato solo sette anni fa con un investimento milionario dalla precedente amministrazione di Rosalba Colombo.
Il perito avrà 45 giorni per produrre un documento che sarà cruciale nel probabile contenzioso legale tra il Comune e Na.Gest.

Obiettivi dell’incarico
Il tecnico dovrà dimostrare con dati oggettivi il legame tra l’assenza di manutenzione e il danno visibile. Non basta rilevare la presenza di umidità; sarà necessario provare che essa sia causata dalla mancata pulizia dei pluviali o dalla scarsa manutenzione delle guaine. Sarà effettuato un rilievo Cad e fotografico per mappare ogni crepa e macchia su planimetrie digitali (Dwg), creando una “carta d’identità del degrado”. Saranno esaminati anche i sistemi elettrici, idraulici e antincendio per verificare se la mancanza di controlli periodici ne abbia ridotto la vita utile.
Il risultato finale includerà un computo metrico estimativo, dove il perito indicherà al Comune il costo necessario per ripristinare la Villa al suo stato originale, utilizzando listini prezzi attuali. È importante ricordare che la Giunta aveva già stanziato 60mila euro per interventi temporanei sulle facciate.

Lo scorso settembre, l’Esecutivo, tramite l’assessore al Bilancio Serenella Corbetta, aveva presentato in Assise una variazione di bilancio di 4,5 milioni di euro, necessaria per coprire i costi del leasing, ritenuto dall’attuale amministrazione costruito su basi fragili dalla Giunta Colombo per aggirare il Patto di Stabilità.
La nuova perizia richiesta dalla Giunta Bono rappresenta quindi un passaggio fondamentale nel possibile contenzioso legale. L’intento è duplice: ripristinare la Villa e rivalersi su chi, tra costruttori e manutentori, non ha tutelato il patrimonio degli arcoresi.