Le comunità di Lesmo e Arcore sono unite nel dolore per la scomparsa di Angela Caglio, avvenuta ieri mattina, 29 luglio, dopo una breve malattia. Classe 1940, Angela ha lasciato un vuoto profondo tra i suoi cari, in particolare la sorella maggiore Bianca, e tra i membri dell’ANPI locale, che l’hanno considerata una testimone appassionata della Resistenza e del sacrificio dei suoi genitori, Francesco Caglio ed Erminia Rivolta.

Con la sua scomparsa, si chiude un capitolo importante della storia del nostro territorio, ma rimane viva la memoria di una vicenda familiare che ha segnato la Brianza durante i periodi più oscuri della dittatura nazifascista.
Francesco Caglio: un esempio di fede e libertà
Per apprezzare l’importanza dell’eredità che Angela ha portato avanti, è necessario tornare al drammatico 1944. Suo padre, Francesco Caglio, proveniva dalla frazione La Ca’ di Lesmo, al confine con Arcore, dove ha trascorso gran parte della sua vita sociale e religiosa.

Diventato orfano di madre a soli 13 anni, Francesco aveva sognato una vita consacrata nel convento dei Cappuccini a Sarzana, ma problemi di salute lo costrinsero a rinunciare. Tornato in Brianza, lavorò come magazziniere alla Moto Gilera e divenne un punto di riferimento all’oratorio, oltre a essere un rispettato catechista laico. Negli anni Trenta, sfidando i divieti del regime, si impegnò attivamente nella diffusione della stampa cattolica, percorrendo a piedi, in bicicletta e in treno le strade tra Monza, Vimercate e Lecco.
Nel 1937, sposò Erminia Rivolta, dalla quale nacquero due figlie: Bianca Maria nel 1938 e Angela Maria nel 1940.
Con l’inizio della guerra e l’armistizio dell’8 settembre, Francesco si preparò per la lotta clandestina. Per operare più efficacemente, lasciò la Gilera, dove la presenza tedesca era forte, e si unì all’Aeronautica Bestetti, riuscendo così a organizzare assistenza per i partigiani attivi nelle montagne del Lecchese.
La cattura, la tortura e l’ultimo pensiero per le figlie
La sua attività si interruppe bruscamente il 6 marzo 1944. Probabilmente tradito, Francesco venne arrestato vicino a casa da un tenente dell’UPI (Ufficio Politico Investigativo) e da soldati tedeschi, trovandosi in possesso di due pistole di piccolo calibro.
Rinchiuso nel carcere di Monza, subì interrogatori e torture, ma non tradì mai i suoi compagni. Fu poi trasferito nel carcere milanese di San Vittore e successivamente nel campo di transito di Fossoli, a Carpi.
È proprio da questo campo di prigionia che, il 29 giugno 1944, Francesco scrisse l’ultima lettera alla moglie, conosciuta come “Mina”. In quelle righe, che oggi risuonano come un testamento d’amore eterno, chiedeva notizie delle sue figlie e scriveva:
“Cara la Bianca, che si comporta così bene e cara anche la capricciosetta Angela, te la raccomando di cuore, Mina mia, sono due tesori a cui tengo tanto, più che a qualunque altro bene di questo mondo”.
Solo un mese dopo, il 12 luglio 1944, Francesco Caglio venne fucilato a Fossoli insieme ad altri 66 martiri.
Il ricordo dell’ANPI: “Custode di una memoria preziosa”
La piccola Angela, che aveva solo 4 anni quando il padre venne ucciso, è cresciuta custodendo quel ricordo e l’esempio di dignità della madre Erminia. Negli anni, insieme alla sezione ANPI di Lesmo, ha partecipato a numerosi eventi pubblici per garantire che quel sacrificio non venisse dimenticato.
I membri dell’associazione la ricordano con profonda emozione in tre occasioni significative: il pellegrinaggio al campo di Fossoli, la conferenza all’oratorio di Gerno di Lesmo e la serata di testimonianza all’oratorio di Lesmo, luoghi in cui Angela parlava ai ragazzi con la forza di chi ha vissuto la Storia sulla propria pelle.
La scomparsa di Angela Caglio priva il territorio di una voce chiara e di un sorriso gentile, ma le comunità di Lesmo e Arcore sanno che oggi più che mai quel testimone di libertà è passato a ciascuno di noi.
Esequie a Milano e il nodo burocratico per la sepoltura ad Arcore
Le esequie di Angela Caglio si terranno domani mattina, venerdì, alle ore 9 a Milano, dove risiedeva. In queste ore, l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Maurizio Bono e dal consigliere Tommaso Confalonieri, sta cercando di esaudire l’ultimo desiderio della donna: essere seppellita ad Arcore, accanto al suo amato papà Francesco.
Tuttavia, questo desiderio si scontra con i rigidi regolamenti di polizia mortuaria, rendendo la situazione complessa. Francesco riposa ad Arcore in un monumento dedicato ai partigiani, una collocazione che rende difficile la sepoltura accanto a lui per i familiari.
Per consentire il seppellimento nel cimitero di Arcore, Angela avrebbe dovuto avere un legame di parentela con un cittadino attualmente residente ad Arcore, ma purtroppo non vi è nessuno con tale requisito. Anche la questione delle origini presenta un ostacolo: sebbene Angela sia nata nella storica casa di via 24 Maggio, l’anagrafe la colloca nel comune di Lesmo. Le istituzioni stanno cercando una soluzione, ma al momento i vincoli normativi rappresentano un ostacolo significativo.