Il destino della multinazionale Peg Perego di Arcore rimane incerto in attesa di risposte significative. Il 15 luglio si è svolto un incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per analizzare la situazione aziendale e occupazionale dei siti produttivi del gruppo. Hanno partecipato le segreterie territoriali e le RSU di Fim-Cisl e Fiom-Cgil di Venezia e di Monza e Brianza, i vertici aziendali supportati da Confindustria Veneto e Lecco-Sondrio, i rappresentanti delle Regioni Veneto e Lombardia, nonché il sindaco di Arcore, Maurizio Bono, e Invitalia.
Le società di consulenza coinvolte
L’incontro, inizialmente previsto per il 9 aprile, aveva un obiettivo cruciale: presentare alle organizzazioni sindacali le linee guida del nuovo piano industriale volto a garantire la continuità dell’azienda e la salvaguardia dei posti di lavoro. Per elaborare questo progetto, l’azienda si è avvalsa di due società di consulenza: Vertus, specializzata nella re-industrializzazione, e Consul Group, incaricata del riposizionamento strategico e della riorganizzazione dei due stabilimenti.
Le reazioni dei sindacati
“L’incontro ha avuto un esito interlocutorio e parziale a causa dell’assenza al tavolo di Consul Group. Durante la discussione ha preso la parola unicamente la società Vertus, che ha concentrato le proprie attività sullo stabilimento di San Donà del Piave, cercando di facilitare l’ingresso di un partner imprenditoriale. Attualmente sono in corso trattative con due soggetti interessati: per uno è già stata formalizzata un’offerta vincolante, mentre per il secondo la proposta è in fase di arrivo”, si legge in una nota stampa di Fim Mbl, Fiom Mb, Rsu Peg Perego. “Tuttavia, essendo ancora in fase istruttoria, non è possibile fornire ulteriori dettagli sulle manifestazioni d’interesse”.
Punti critici emersi
Un aspetto problematico è la mancanza di una visione complessiva. L’assenza di Consul Group ha impedito la presentazione di elementi chiave sul rilancio strategico, necessari per delineare le prospettive future dei siti produttivi. Per questo motivo, le organizzazioni sindacali hanno concordato con il MIMIT di rinviare il tavolo ministeriale all’8 settembre, richiedendo la presenza di tutti i consulenti in quella data.
Situazione critica a Arcore
Nel frattempo, la situazione allo stabilimento di Arcore si fa sempre più delicata. Il 31 luglio scadrà l’accordo sui licenziamenti collettivi, che attualmente consente le uscite solo su base volontaria e incentivata. La proroga di questo strumento, fondamentale per proteggere il personale, potrà essere discussa solo dopo la presentazione ufficiale del piano industriale a settembre.
Di conseguenza, la ricognizione interna attualmente in corso tra i dipendenti di Arcore per verificare l’interesse a percorsi di outplacement appare prematura. Non esiste, infatti, alcuna copertura sindacale che garantisca l’accesso alla Naspi in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Pertanto, Fim, Fiom e le RSU dello stabilimento invitano tutti i lavoratori a non esprimere orientamenti formali prima dell’incontro dell’8 settembre. Solo dopo tale data, con un quadro industriale chiaro, sarà possibile attivare gli ammortizzatori sociali per tutelare i diritti di tutti.