Il clima estremo di questi giorni evidenzia come il cambiamento climatico stia influenzando la produzione di cereali e altre colture. In questo contesto, emerge un importante riconoscimento per la ricerca scientifica italiana, un motivo di orgoglio per il territorio brianzolo. Azzurra Gabriella Limonta, trentaduenne di Concorezzo e laureata all’Università degli Studi di Milano, ha ricevuto un premio prestigioso presso l’Accademia dei Georgofili a Firenze. La cerimonia, organizzata da Image Line in collaborazione con l’illustre istituzione fiorentina, celebra annualmente i migliori progetti di ricerca universitari dedicati all’innovazione in agricoltura. La tesi magistrale di Limonta si è concentrata sulla mappatura genetica di loci associati al diametro del culmo nell’orzo, utilizzando la Bulk Segregant Analysis, affrontando una delle sfide più rilevanti per il settore agroalimentare: la resilienza climatica delle colture.

Ricerca sull’orzo
Lo studio di Azzurra Limonta si inserisce nel campo del miglioramento genetico dell’orzo, un cereale cruciale per la zootecnia e la filiera alimentare, sempre più minacciato da eventi climatici estremi. Gli agricoltori e i residenti della Brianza stanno vivendo in prima persona questa difficoltà, con un inizio estate caratterizzato da temperature elevate che surriscaldano i terreni e aumentano il rischio di temporali violenti. Questi fenomeni estremi, con piogge torrenziali e forti raffiche di vento, possono causare il temuto allettamento, ovvero il piegamento delle piante. Quando ciò accade, il cereale diventa difficile da trebbiare e risulta vulnerabile all’umidità e ai parassiti, con conseguenze devastanti per la resa e la qualità del raccolto.
Importanza del diametro del culmo
Per affrontare questa problematica, la ricerca di Limonta si è focalizzata sul diametro del culmo, il fusto della pianta, considerato un elemento fondamentale per la stabilità in campo. L’indagine ha preso avvio dall’analisi di una linea mutante di orzo caratterizzata da un culmo naturalmente più robusto. Due popolazioni di seconda generazione, derivate da incroci mirati, sono state studiate: la prima con una varietà di riferimento e la seconda con una linea quasi isogenica, geneticamente identica tranne per pochi tratti. Le piante sono state analizzate per diverse caratteristiche legate alla struttura del fusto.
Analisi genetica
Attraverso la Bulk Segregant Analysis, una tecnica biomolecolare che consente di confrontare rapidamente i pool di DNA di gruppi di piante con caratteristiche diverse, Limonta è riuscita a identificare specifiche regioni del genoma correlate al diametro del culmo, all’altezza della pianta e alla lunghezza della spiga. Questo risultato suggerisce l’esistenza di geni regolatori chiave in grado di influenzare la morfologia della pianta. Le informazioni ottenute forniscono nuove basi scientifiche per i programmi di selezione e incrocio, permettendo di sviluppare varietà di orzo più resistenti a eventi atmosferici estremi.
Il premio e il futuro
Per Azzurra Limonta, questo riconoscimento rappresenta il culmine di un percorso di studi di due anni e ha un significato profondo a livello personale. Dopo aver conseguito una laurea in Biotecnologie e un’esperienza nel settore biomedicale, ha deciso di tornare all’università per specializzarsi in biotecnologie vegetali. Durante la cerimonia a Firenze, ha espresso la sua emozione per aver partecipato al concorso a gennaio senza grandi aspettative, data la forte competizione. Esporre i risultati del suo lavoro di ricerca davanti a una platea così prestigiosa è stata una grande soddisfazione. Questo premio conferma la validità della sua scelta e ora Azzurra guarda al futuro, con l’obiettivo di trovare un impiego nel settore e continuare a trasformare la ricerca genetica in soluzioni pratiche per l’agricoltura.