Proprietà comunale

L’ex chiesetta di Guzzafame torna sotto il controllo del Comune

Dopo un lungo percorso legale iniziato nel 2018 e un secolo di incertezze catastali, il Comune di Correzzana acquisisce l'ex edificio religioso di Cascina Guzzafame, grazie alla collaborazione degli eredi Vergani. Si punta ora al restauro attraverso bandi pubblici per trasformarlo in un polo culturale.

L’ex chiesetta di Guzzafame torna sotto il controllo del Comune

Si è conclusa una delle vicende burocratiche più complesse e durature della storia recente di Correzzana. L’ex chiesetta di Cascina Guzzafame è ora ufficialmente di proprietà comunale. Il Sindaco Marco Beretta ha comunicato l’importante notizia durante il Consiglio Comunale di mercoledì 10 giugno, un incontro contrassegnato da un momento di raccoglimento in memoria di Romeo Dorin, Presidente e Fondatore dell’Associazione Volontari di Protezione Civile di Camparada-Correzzana-Lesmo, scomparso il 29 maggio.

La formalizzazione dell’atto segna la conclusione di un percorso legale articolato, che ha trovato il suo epilogo venerdì 5 giugno presso l’Organismo di mediazione. Davanti al notaio Dottor Francesco Brini, l’Amministrazione ha ufficializzato l’acquisizione per usucapione dell’edificio, in precedenza intestato, in modo teorico e inconsapevole, agli eredi della famiglia Vergani, discendenti di Monsignor Elia Caversario, storico parroco di Montesiro.

Un mistero catastale lungo un secolo

Per comprendere l’anomalia catastale che ha ostacolato l’utilizzo del bene per decenni, è necessario un excursus nella storia ecclesiastica e amministrativa locale. Fino al 1924, la parrocchia di Montesiro esercitava la sua giurisdizione su ampie aree dell’attuale Comune di Correzzana, inclusi i nuclei storici di Cascina Regondella, Sant’Eufemia, Casotto e Guzzafame. Solo nel 1924, l’Arcivescovo di Milano, Cardinale Eugenio Tosi, decretò la creazione della parrocchia autonoma di Correzzana.

In questo contesto si colloca l’enigma: l’ex chiesetta, dedicata alla Madonna del Rosario, fu acquisita da Monsignor Caversario a titolo personale, e non come beneficio parrocchiale. Le ragioni di questa scelta rimangono oscure, poiché il sacerdote non rivendicò mai l’uso privato del bene. Tuttavia, la storia sociale del paese evidenzia un utilizzo pubblico, con il Comune che nel 1926 affidò la gestione della struttura alle Suore della Congregazione delle Serve di Gesù Cristo di Agrate per le attività della scuola materna comunale.

La scuola ha operato nei locali di Cascina Guzzafame fino al 1980. Nel 1921, una porzione di cortile era stata acquistata dal Comune per ospitare la sede municipale e le scuole dell’obbligo, precedentemente collocate in spazi affittati presso Cascina Regondella.

Dall’avvio del 1992 ai ritardi della pandemia

La questione della proprietà formale emerse nel 1992, in concomitanza con lavori di riqualificazione del complesso di Cascina Guzzafame. Durante i controlli, i tecnici comunali notarono l’assenza di un titolo di proprietà definitivo per l’ente pubblico. Sebbene fosse stata avviata la pratica di usucapione, la procedura non fu completata, lasciando l’edificio in un limbo giuridico.

Il problema si ripresentò con urgenza nel 2018, quando l’assenza di documentazione chiara impedì al Comune di partecipare a bandi di finanziamento per includere l’ex chiesetta nei piani di rigenerazione. L’Amministrazione Comunale attuale decise di riaprire il fascicolo, affidando l’incarico a un legale per risolvere definitivamente la questione. Il percorso si rivelò complesso: schede catastali incomplete, ricerche archivistiche laboriose e l’interruzione causata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 allungarono i tempi, portando alla firma definitiva solo nel mese di giugno 2026.

Prospettive future: cultura e finanziamenti

Con la conclusione dell’iter e la piena titolarità giuridica dell’immobile, si apre per l’Amministrazione una nuova fase progettuale. L’obiettivo è preservare l’ex chiesetta dal degrado attraverso un piano di riqualificazione strutturale ed estetica, trasformandola in un centro di valorizzazione culturale e civile per la comunità.

La certezza del titolo di proprietà è fondamentale per accedere a risorse economiche esterne. Il Comune intende candidare il progetto a finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto da Enti superiori, Ministeri e Fondazioni di Comunità, al fine di ridurre l’impatto sulle finanze comunali e garantire un restauro di elevato profilo scientifico e architettonico.

In chiusura del suo intervento, il Sindaco Marco Beretta ha ringraziato l’Avvocato Giovanni Romagnano per la professionalità dimostrata nella risoluzione della pratica. È stato rivolto anche un sentito riconoscimento alla famiglia Vergani, che, informata di essere l’inconsapevole proprietaria del bene, ha mostrato un alto senso civico e disponibilità per risolvere rapidamente una questione burocratica che durava da oltre trent’anni.